Mondovì, connessioni ad internet lente? Facciamo un sondaggio.

L’accesso a Internet è diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale”: così si esprime l’articolo 2 della Dichiarazione dei diritti in Internet secondo il giurista e politico Stefano Rodotà. Il quale ha anche avanzato una proposta che prevede l’inserimento in Costituzione di un art. 21-bis per garantire il diritto di accesso alla Rete. Cosa che, del resto, già nel 2012 l’Onu aveva dichiarato all’unanimità: “l’accesso a Internet e la libertà di espressione online sono diritti umani fondamentali”.

Qualche cosa però non sembra funzionare, a Mondovì, se – come sembra – alcune zone della città e soprattutto le sue frazioni non godono pienamente per non dire affatto di questo “diritto”.
Alcuni lamentano che la banda larga sia poco più di un vago concetto pubblicitario (un problema peraltro comune a tutto il nostro Paese, visto che in Italia solo il 78% delle connessioni supera i 4 Mbps contro – per esempio – il 69% di connessioni maggiori di 10 Mbps della Romania).
Altri segnalano di non venire neppure raggiunti dall’Adsl e di essere fermi – se vogliono collegarsi attraverso il cavo telefonico – alla connessione tramite la “preistorica” linea ISDN (che è come attraversare l’oceano con una triremi di legno e paglia), la cui unica alternativa possibile è rappresentata da ponti radio non sempre così efficienti ed economici come sovente vengono rappresentati.

Ciò che appare evidente è il grande squilibrio tra le diverse zone della città: da una parte servizi efficienti di banda larga resi disponibili attraverso la fibra ottica, dall’altra zone in cui internet è quasi del tutto assente oppure ottenibile qualitativamente a condizioni molto al di sotto della media.
Ed altrettanto evidente appare la mancanza – da parte dell’amministrazione e persino dei gestori – di un quadro chiaro della situazione complessiva in città: quartiere per quartiere, frazione per frazione.

Se davvero non possiamo fare a meno di internet, visto che ha ormai “invaso” le case di tutti entrando prepotentemente nelle nostre vite come nuovo strumento democratico di comunicazione, se oggi il web rappresenta una grande scommessa per la democrazia e serve lavorare per preservarlo come luogo di grande forum, di accesso libero alle informazioni, di possibilità di discussione e di confronto, non possiamo considerare normale che esso venga reso disponibile “a macchia di leopardo”, accettando o creando forti disparità di accesso.
Dobbiamo fare in modo, ed ovviamente parlo per quanto riguarda la nostra città, che non si accentui ulteriormente questo marcato digital divide in atto, questa divisione fra chi può “correre” sulla rete grazie a linee veloci e chi invece stenta anche solo a collegarsi.

Siete però voi, cari concittadini, a dovervi aiutare da soli: dandone notizia. Mancando – come detto – una corretta visione di insieme della situazione, è difficile ipotizzare soluzioni efficaci. Per prendere le misure adeguate e porre in essere degli standard minimi di accesso bisogna ‘conoscere’, ed io vi chiedo di poterlo fare attraverso la vostra collaborazione.
Ecco dunque perché, qui sotto, trovate un questionario da compilare online in forma anonima, attraverso cui far sapere dove vi trovate, qual’è la vostra attuale esperienza d’uso della rete internet e che cosa vorreste eventualmente proporre per migliorarla. Darò a breve conto a tutti dei risultati raccolti sia attraverso queste pagine che comunicandoli alla stampa ed attraverso essi, in collaborazione con tutte le forze politiche e gli operatori del settore cercherò di trovare soluzioni migliorative, soprattutto per coloro i quali oggi risultano essere maggiormente penalizzati.